Raffaele Di Palo
Raffaele di Palo
UMILTA' E SAGGEZZA AL SERVIZIO DELLA SCUOLA
Non occorre aver conosciuto personalmente uomini o donne per apprezzarne il valore e trarre insegnamenti dal loro modo di vivere e di operare.
Raffaele Di Palo nasce a Castellammare di Stabia nel 1892 e muore a Salerno nel 1972.
Consegue la Laurea in Scienze Matematiche e Fisiche presso l'Università degli Studi di Napoli, partecipa alla Prima guerra Mondiale come ufficiale di complemento (ferito sul San Michele e decorato con la Croce di Guerra) è stimato docente nella Scuola Tecnica di Fermo, nell'Istituto Magistrale e nel Liceo Classico "Torquato Tasso" di Salerno e Preside del Liceo Classico di Sala Consilina e del Liceo Scientifico di Salerno.
Seppe mettere insieme le due qualità fondamentali del docente: l'essere severo e l'essere maestro di cultura e di vita, privilegiando nei suoi allievi l'impegno volenteroso, assiduo e attento più che la perfezione del profitto; egli mirava alla chiarezza delle idee attraverso un discorso puntuale, semplice e nello stesso tempo profondo, caldo e appassionato, privo di inutili accademismi.
Nella funzione di Preside, per la quale è ricordato come esempio di equilibrio e di concretezza, pur vigile e attento al buon andamento della sua comunità scolastica, non si rese schiavo della burocratica funzione: non amando chiudersi in presidenza, si aggirava per i locali della scuola e cercava sempre l'incontro ed il dialogo, affettuoso e severo insieme sia con i giovani che con i docenti, spesso fermandosi nelle aule per colloquiare con i ragazzi o per supplire qualche docente assente.
I suoi interessi culturali non rimasero circoscritti tra le pareti delle aule scolastiche o delle presidenze ma furono rivolti anche agli studi scientifici. Collaborò a riviste prestigiose come "Ricerca" e "Giornale di Matematiche" e coltivando le buone letture letterarie, soprattutto manzoniane, rafforzò sempre più il suo profondo credo nei valori umani e cristiani.
Il suo impegno aveva il metro dell'humanitas nella concezione di una vita in cui ogni azione viene rivolta all'incontro, alla collaborazione, alla ricerca di ciò che di meglio può dare un giovane, un uomo maturo, un vecchio nell'ambito delle proprie funzioni professionali e sociali e la sua figura è quella di una persona protesa verso la comprensione della fragilità e il potenziamento delle virtù umane; intendendo la vita civile come missione, si proponeva sempre come esempio concreto, mai come formalità.
Costruendo una famiglia ricca di figli educati nella semplicità e nella dignità, mostra il ritratto di un uomo dal grandissimo contributo di insegnamenti tanto da meritare ampiamente che, oltre all'Aula Magna del Liceo Scientifico "Giovanni da Procida" e ad una strada cittadina, il suo nome venga associato e dia lustro all'Istituto Tecnico Statale per Geometri.
